Barcellona, modello di sviluppo

Il portoSagrada FamiliacallePlaça Reial

Barcellona. E’ la terza volta che visito questa città e ne rimango ogni volta sempre più stupefatto. Fiumane di pesone di tutte le razze e di tutte le età si susseguono in un ordinato caos fra monumenti, movida, folklore marinaresco di un porto di Spagna capace di attrarre turisti da ogni parte del mondo. Una città che, apparentemente priva dello splendore che si confa ad una Capitale d’Europa (non essendolo), riesce a diventare Capitale della Bellezza inaspettata, della piazzetta del XV secolo, dei fantastici palazzi di Gaudì, della Sagrada Familia, dei simboli di uno sviluppo per il terzo millennio con la torre di Calatrava e tutta la Cittadella Olimpica, o del Porto. E questo è l’insegnamento che Barcellona da al mondo, a noi tutti: “lottate contro i mulini a vento, pensate l’impossibile, pensate alle vostre città nel terzo millennio, progettatele valorizzando il passato in vista del futuro”. Livorno, il nostro gioiello, il nostro Porto d’Europa, io lo vedo trasformato seguendo le linee di sviluppo che hanno reso grande Barcellona. Uno, due o tre artisti di fama internazionale che insieme ai tanti artisti e architetti livornesi progettino, con gli amministratori, una città ancora più attraente di quanto non lo sia già. Osiamo come hanno osato qui a Barcellona e non rimarremo delusi.  

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