Festa della Toscana 2009: festa di diritti e di libertà

Stamani la seduta del consiglio provinciale si è aperta con la lettura dell’editto del Granduca di Toscana Pietro Leopoldo datato 30 novembre 1786. L’importanza di questo editto è riconducibile alla famosissima frase con cui si abolivano, per la prima volta nel mondo, la pena di morte e la tortura. Come ogni anno, questo è uno dei momenti dove ci si accorge con palese disillusione di come sia folle che, ancora oggi, qualcuno muoia ancora per mano dello Stato o di un potere costituito che lo legittimi. La lucidità del Granduca ci fa onore e ci spinge ad essere i primi a “pensare oltre”; se non lo facciamo noi, in Toscana, nessuno penserà ad una nuova idea di cittadinanza, di solidarietà, di libertà, di diritti. 

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