Bilancio Consuntivo e Foibe

Consiglio Provinciale, oggi, dalle 10 alle 15… All’ordine del giorno l’approvazione del bilancio consuntivo 2009 e tutta una serie di risoluzioni e mozioni di vecchia e nuova istituzione. Io sono intervenuto nella discussione sul bilancio ed in quella sulle Foibe.

Per quanto riguarda il bilancio consuntivo, presentato dall’assessore Laura Marconcini, ho sottolineato gli aspetti per me più importanti:

– Abbiamo rispettato i vincoli del Patto di Stabilità ed i parametri di spesa chiudendo i conti “in regola” e per questo (unica Provincia in Toscana) abbiamo ricevuto un premio di quasi 3 milioni di euro dalla Regione e dallo Stato da poter reinvestire.

– Abbiamo liquidato tutte le fatture ed i debiti che avevamo con le imprese ed abbiamo azzerato quindi i tempi di pagamento perchè non possiamo chiedere competitività se siamo i primi a non pagare in tempo.

– Ho sollecitato la giunta ad aumentare gli investimenti e gli impegni di spesa per mobilizzare risorse e liquidità sul territorio.

Sono poi intervenuto nella discussione sulle foibe a nome del gruppo del Pd dopo aver lavorato a comporre una risoluzione unitaria fra quella del Pd e quella Pdl. Ho iniziato parlando della peculiarità delle terre irridenti della Dalmazia e della Venezia-Giulia, sottolineando come i conflitti di quelle terre di confine sono cominciati già nell’800 con la formazione dell’idea e della concezione dello Stato Nazionale. Terre che hanno visto storie di annessioni forzate prima da parte dell’Impero Asburgico e poi dello Stato Fascista, che hanno vissuto in modo ancora più drammatico rispetto al resto d’Italia l’8 settembre e subbito la barbarie delle forze rivoluzionarie titine. Terre in cui, a queste vicende di ordine politico militare, si sono sommate vicende tumultuose di tipo interpersonale ed interfamiliare. Piccole guerre domestiche dentro grandi guerre politiche. In tutto questo: morti, tanti morti, troppi morti. Vittime la cui storia la Provincia di Livorno intende ricordare impegnando le scuole in viaggi di istruzione in quei luoghi di memoria condivisa. Una Festa, la giornata del ricordo del 10 febbraio, che non è di una parte politica o dell’altra ma è di tutti. Una memoria che deve essere attualizzata e che ci deve indurre a non restare più con gli occhi chiusi come è stato fatto con le foibe per 60 anni. Non vorrei che i miei figli mi rimproverassero di aver taciuto su Tibet, Darfur o Uganda come io ho rimproverato ai miei di averlo fatto con le vicende giuliano dalmate.

Lascia un commento