A Roma. Col Pd. Tutto il Pd.

A Roma, purtroppo solo con il cuore e non con il fisico. Un nonno in ospedale, un ospedale da conquistare con lo studio, altri esami da dare… Purtroppo non ero a Roma e nemmeno alla Leopolda di Renzi, né da Civati né  dalla Serracchiani. Ma sarei stato ovunque perché penso che tutto ciò che si muove nel Pd, muove. E ciò che muove fa bene, molto bene. Ciò che è fermo, stantìo, questo va a male e dopo un po’ “puzza”. E non è buonismo ma un invito alla discussione e alla sintesi. Ci scanniamo, ci confrontiamo e poi vedrai che la decisione sarà anche se non un po’ più giusta magari anche solo un po’ meno sbagliata.  Non si fischia Renzi e lui non deve insultare. Chiedo il rinnovamento come fa lui ma anche il rispetto verso chi c’è stato fino ad ora. Chiedo il ricambio della mia classe dirigente. Penso che Renzi, come Civati e la Serracchiani avranno un ruolo nel Pd dei prossimi anni. E chiedo che siano loro a prendere il posto dei più anziani. Ma non basteranno da soli. Ci sono migliaia di giovani compagni e compagne, ragazzi, amici, chiamateli come volete che non urlano e non scalciano ma tutte le mattine pensano, dicono e agiscono nei paesi, nelle associazioni di volontariato e nei circoli di base. Questo è il futuro del Pd perché tutti noi siamo nati e cresciuti con i “vecchi saggi” del Partito che ci hanno cresciuto con i loro valori e la loro etica. Io ringrazierò per sempre loro perché ora posso affrontare le nuove sfide del mondo che verrà con la testa di un ventenne del 2012 con l’etica e l’onestà di un partigiano del ’45.

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