Con Bersani. Con Monti. Poi le elezioni.

Io sto con Bersani e col Pd. Io sto con Mario Monti. So che non è un rivoluzionario progressista, un ambientalista garante dei diritti dei lavoratori ma so anche che è arrivato il momento, temporaneo e a termine, di anteporre il bene del Paese a quello di parte. Questo sta facendo il mio partito sapendo che perderà voti perché dovrà sostenere posizioni a noi lontane ed ostili. Avremmo vinto le elezioni a mani basse ma, probabilmente, sarebbe stato troppo tardi anche solo votare a gennaio o febbraio. Stiamo perdendo 200 euro al giorno a persona ogni giorno che passa e non ce lo possiamo permettere. Mio nonno dice sempre “l’operazione è andata bene; ma l’ammalato è morto”. Ecco, che senso avrebbe vincere le elezioni di un Paese in bancarotta? Niente. A mio avviso. Dispiace che Di Pietro si sia appiattito sulle posizioni della Lega, soprattutto coscienti che lo stia facendo solo per qualche punto percentuale in più. Di Pietro, che forse più di altri sa benissimo che, dopo l’uscita di scena berlusconiana, dovremo costringerci a dire qualcosa di più di: “Berlusconi Brutto”. Dico all’Italia dei Valori, appoggiate anche voi un governo tecnico, cambiamo la legge elettorale permettendo ai cittadini di esprimere le preferenze, riduciamo i parlamentari e aboliamo le Province, cosicché fra qualche mese potremmo presentarci ai cittadini insieme PD, IDV e Sel, senza dire loro che avremmo potuto fare qualche mese fa le riforme urgenti e invece non l’abbiamo voluto. Vi sputeremmo a quel punto perché avremmo pagato, per i vostri interessi di parte, 4 mesi in più di stipendi e 4 mesi in più di crisi non fronteggiata a 200 euro al giorno a persona. E perché, per i vostri interessi di parte, ci avrete portato alla bancarotta.

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