Abolizione delle Province: parte seconda. Come finirà?

Caro Claudio,
nel ringraziarti per le cose che hai scritto, colgo l’occasione di ringraziare anche tutte le persone a cui “è piaciuta” la mia riflessione pur striminzita nei modi e nei tempi sulla manovra…
Condivido le cose che hai scritto e spero che questo momento di crisi serva per mettere in fila quelle norme di buon senso che un paese del 2012 dovrebbe avere. Dopotutto, storicamente, da un momento di crisi si esce con una ricostruzione o non si esce per niente. E penso come te che tutta una serie di operazioni di verità su privilegi passati e presenti sia ora più che mai irrinunciabile. La giustizia non so se sia il primo punto ma fa parte dei tasselli del mosaico. La giustizia sociale è di certo il cuore del problema, insieme alla valorizzazione del merito.

Qualcosa deve cambiare. Volenti o nolenti.

Eppure…sembra che, quasi per magia, poche ore dopo la mia riflessione, io sia di nuovo consigliere provinciale a tutti gli effetti in quanto dalla manovra è sparita la data del 30 aprile per l’abolizione delle Province e forse non se ne farà proprio di niente! E, devo dire con un certo rammarico poste comunque le mie contrarietà in merito. Non tanto sulla storia delle Province di per sé ma perché non vorrei che come non verranno abolite queste, così non ci sarà il dimezzamento degli stipendi dei parlamentari e dei consigli di amministrazione e via dicendo… E magari, mi toccherà di ripagare da contribuente queste scelte. La verità è che se ne esce solo se ognuno fa la sua parte e non a parole ma rinunciando, proporzionalmente, ognuno ad un pezzettino delle proprie certezze, delle proprie garanzie e dei propri privilegi. Questo chiedo alla classe dirigente del mio Paese, alle forze sociali e sindacali, a ognuno di noi e, naturalmente, soprattutto a chi ha di più.

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