Manovra SalvaItalia… e via le Province

Oggi è un giorno particolare. E’ come se fosse cambiato molto. Come cittadino, come giovane, come contribuente, come futuro pensionato, come consigliere provinciale e quindi come facente parte, mio malgrado, della casta che io stesso combatto.

Come Consigliere Provinciale, alzarsi, spesso, due o più volte alla settimana per andare a qualche commissione in Provincia sacrificando tempo personale per lo studio per essere utile al tuo territorio, per provarci comunque, e , da un momento all’altro, pensare che tutto questo non sarà più così perché non è più utile e forse non è mai stato utile, risulta straniante. Andare in Provincia per il gettone di presenza più basso d’Italia che io devolvo al mio partito, alle associazioni del mio territorio e al mio sito internet non penso che sia “rubare” soldi ai contribuenti o essere “casta”. Eppure, se qualcuno mi chiede: <<ma fa bene Monti ad abolire le Province?>>, risponderei SI. MA NON COSI’. Un governo non scioglie una istituzione nemmeno in un momento di crisi perché questo diventa un precedente. Anzi,un precedente ce l’ha già. E allora? Allora avrei abolito le Province allo scadere di questo mandato, avrei dimezzato i compensi, avrei ridotto all’osso i rimborsi, avrei abolito anche i gettoni di presenza, avrei abolito le giunte e avrei lasciato i consiglieri a lavorare con gli uffici e le commissioni sulle funzioni proprie dell’Ente. Avrei chiesto alla Regione di istituire livelli intermedi fra comuni e regioni. Magari 3 in Toscana, come le aree vaste, un coordinamento delle varie zone, a costo zero, naturalmente.

Come giovane ringrazio Monti per avermi salvato, per avermi garantito di vivere in un Paese con l’euro e facente parte a pieno titolo dell’Europa. Lo ringrazio perché, forse, avrò garantita una pensione. Spero che permettano, a me e ai miei coetanei, un lavoro che mi permetta di pagarmi la pensione. Quindi, se qualcuno mi chiede: “E’ giusta la riforma delle pensioni?” Si, perché io inizierò a lavorare a trentanni e smetterò a settanta e come giovane studente di medicina so che fra quaranta anni l’età media di morte sarà a 95 anni.

Come giovane progressista e democratico penso che questa manovra non sia equa. L’indicizzazione delle pensioni deve arrivare perlomeno a 2000 euro. L’ICI o IMU deve essere proporzionata al reddito. Gli esercizi commerciali religiosi devono pagare un’imposta. Sopra 200mila euro ci vuole un contributo di solidarietà. Chi lavora dall’età di 15 anni deve poter andare in pensione. I costi della politica devono essere tranciati: dimezzate i parlamentari come avete fatto con noi consiglieri provinciali, tagliate i loro stipendi. La tassazione dei capitali scudati deve essere raddoppiata.

Ma, purtroppo, qualcuno ci ha portato qui, sull’orlo della bancarotta. Chi ha vissuto al di sopra delle sue possibilità negli anni settanta, ottanta, novanta. Chi ha mangiato tanti soldi pubblici fin qui sottraendoli a noi. Gli speculatori finanziari che hanno causato questa crisi e che se la dovrebbero pagare. Il capitalismo marcio che distribuisce i profitti in modo iniquo. Il debito pubblico che i nostri genitori hanno caricato sulle spalle di noi che non eravamo ancora nati. Tutto questo ci ha portato qui.

Ma siccome io preferisco alla bancarotta i sacrifici che dicevo prima, all’ultima domanda, quella cruciale, e cioè: “la voteresti questa manovra?”, col cuore in gola, risponderei “SI”. Io non me la sento di far fallire l’Italia.

Clicca qui per leggere e scaricare il testo integrale della manovra

Una risposta

  1. Claudio Fatighenti Dice:

    Caro Francesco,
    credo che la grave situazione che stiamo vivendo sia piuttosto una grave sconfitta del sistema rappresentativo. Il comportamento di TUTTI è stato un comportamento di RAPINA della cosa pubblica. a partire da tante piccole cose. Come popolo abbiamo considerato la cosa pubblica come fosse di nessuno ed abbiamo accumulato quasi 2 milioni di miliardi di debiti. Il pareggio di bilancio che ci si prefigge nel 2013 servirà a non far aumentare più quella stratosferica cifra, ma quel debito enorme ci rimarra pur sempre sulla testa. e se non si cambierà strada saranno sacrifici vani, caro Francesco.
    Mi viene in mente quando nel bel mezzo della polemica dei costi della politica il Consiglio Regionale decise di aumentare il numero dei consiglieri da 50 a 65. Grande mossa veramente. poi si fecero belli agli occhi dell’opinione pubblica abbassando il numero a …. 55. Oh, che grande cosa. sempre cinque in più di prima. Mi viene in mente Poggiolini e le tresche con le case farmacieutiche. Mi tornano in mente i baby pensionati, e i prepensionamenti delle ditte in crisi (Oh, grande scelta della politica) gente che a 40 anni, 44, 50, mamma mia quanti ce ne sono …. anche nel ns. piccolo paese. quelli a cui i sindacati hanno fatto avere l’amianto che non avevano visto mai neppure con il binocolo. quelli che prendono la disoccupazione avendo una situazione di benessere familiare. quelli usano la casa popolare pur avendone altre in proprietà. Cechi con tanto di pensione e accompagnamento che guidano la macchina, ecc. ecc. ecc. ecc. ecc. che disastro questo paese, che disastro.
    Adesso? si è chiamato il mago a risolvere i problemi!! ma questo mago dovrà avere la fiducia di gentucola e gentaglia che siede nei banchi del parlamento e del senato. e, a meno che non mi sia perso qualcosa questi sono sempre i soliti quelli: che ci hanno mandato in disgrazia. Monti ha dichiarato che gli è toccato un arduo compito di equilibrista.
    Chissà se fosse stato possibile in questa fase di emergenza fare a meno del voto di certa gente se la manovra sarebbe stata diversa. migliore secondo il ns. modo di vedere. Chissà.
    io penso di si.
    Comunque caro Francesco, la lotta da fare è rimettere in piedi lo stato. Noi abbiamo bisogno di uno stato serio ed efficiente a partire dal sistema giudiziario.
    Ciao
    Claudio Fatighenti

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