Dic 20

Al Consiglio Provinciale di martedì 22 dicembre presenteremo la mozione (già passata in IV commissione) sulla situazione di crisi delle piccole e medie imprese agricole. Dopo l’audizione dei rappresentanti provinciali delle associazioni agricole (Cia, Coldiretti, Confagricoltura), abbaimo ritenuto necessario dare un segnale e impegnare la Provincia concretamente sia nei rapporti con la Regione e con il Governo, sia per quanto sia di nostra competenza per arginare la situazione di crisi che gli imprenditori agricoli stanno vivendo anche nel nostro territorio. Ecco cosa chiediamo nella mozione al Presidente Kutufà e all’assessore Pacini:

1) che si attivi presso la Regione Toscana e il Governo perché vengano adottate misure straordinarie ed urgenti a favore delle imprese agricole locali, finalizzate a fronteggiare il grave stato di crisi dei mercati di prodotti agricoli di interesse locale.

Nello specifico, al fine di dotare le imprese agricole di idonei strumenti atti a fronteggiare l’attuale stato di crisi di mercato, di richiedere:

– la sospensione o l’esonero parziale del versamento di contributi previdenziali ed assistenziali dovuti dall’imprenditore agricolo o coltivatore diretto per sé e per i propri lavoratori;

– l’erogazione di finanziamenti a tasso agevolato;

– l’erogazione di contributi in conto capitale;

– il sostegno pubblico alle polizze assicurative che contengano la copertura del rischio di mercato;

– l’erogazione di prestiti di esercizio a tasso agevolato ed ammortamento pluriennale per le esigenze aziendali sia per gli anni in cui si è registrato lo stato di crisi, che per l’anno successivo;

– la proroga della scadenza delle rate relative alle operazioni di credito agrario di esercizio e di miglioramento, nonché di credito ordinario.

2) Che si attivi altresì presso la Regione Toscana, il Governo, la Commissione Europea ed il Parlamento Europeo, per richiedere l’innalzamento dei parametri massimi per l’erogazione degli aiuti relativi al regime de minimis, ritenendo quelli attualmente vigenti inadeguati a fronteggiare l’eccezionalità e la portata dello stato di crisi in cui versano i mercati dei prodotti agricoli ed agroalimentari delle aree rurali del proprio territorio.

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