Apr 28

Auguri, Enrico Letta. Auguri ai due carabinieri feriti. Due facce della stessa medaglia, due facce della stessa crisi. Non avrei mai voluto un governo con chi mi ha rubato il futuro tanto quanto odio la violenza. Non voglio Alfano ministro tanto quanto odio l’uso delle armi. Sono felice di Cécile Kienge come della contestazione e del grido di protesta non-violento. Ciò che odio, invece, senza se e senza ma è il tentativo di omicidio di qualcuno verso qualcun altro. Non c’è crisi che giustifichi la morte. Non c’è pistola che vendichi la disoccupazione. Non c’è morte che riscatti il diritto al lavoro. Da una parte come dall’altra.

Faccio i miei più sinceri auguri a Enrico Letta, nella speranza che il suo governo possa raggiungere quei risultati minimi necessari a rendere un pò più “normale” il nostro Paese. Fate la legge elettorale, la riforma istituzionale, dateci il reddito minimo di cittadinanza, riducetevi gli stipendi, riducete il numero dei parlamentari, dateci la flessibilità dal volto umano, spingete per gli Stati Uniti d’Europa. Gestite l’ordinaria amministrazione e stupiteci con qualche provvedimento straordinario. Poi fateci rivotare e fateci scegliere, questa volta davvero, il governo che vorremmo. Siamo pronti anche a perdere ma metteteci in condizione di farlo.

Ingoieremo anche questo rospo. Sosterremo anche il male minore.

Condanneremo ogni sparo, anche lo sparo peggiore; lo sparo ai limiti del giustificabile perché figlio della disperazione. Lo condanneremo lo stesso perché siamo, prima di tutto, contro ogni forma di violenza.

Per favore, però, fate qualcosa. E fatelo presto.



Nov 9

Sic transit gloria mundi. Sembra impossibile essere arrivati alla fine di questi 17 anni di vita italica berlusconiana. Non riesco ancora a capacitarmene ma, paradossalmente, ora che se ne sta andando, agonizzando, nel modo peggiore in cui potesse andarsene, Silvio Berlusconi mi fa quasi pena, ai limiti della pietà. Le opposizioni hanno fatto un buon lavoro di tessitura e di coordinamento fra gli scontenti e i delusi del Pdl e do loro atto che sono riuscite a farlo cadere. Ora, però, pensiamo ai bisogni reali del Paese, ve ne prego.