Apr 28

Auguri, Enrico Letta. Auguri ai due carabinieri feriti. Due facce della stessa medaglia, due facce della stessa crisi. Non avrei mai voluto un governo con chi mi ha rubato il futuro tanto quanto odio la violenza. Non voglio Alfano ministro tanto quanto odio l’uso delle armi. Sono felice di Cécile Kienge come della contestazione e del grido di protesta non-violento. Ciò che odio, invece, senza se e senza ma è il tentativo di omicidio di qualcuno verso qualcun altro. Non c’è crisi che giustifichi la morte. Non c’è pistola che vendichi la disoccupazione. Non c’è morte che riscatti il diritto al lavoro. Da una parte come dall’altra.

Faccio i miei più sinceri auguri a Enrico Letta, nella speranza che il suo governo possa raggiungere quei risultati minimi necessari a rendere un pò più “normale” il nostro Paese. Fate la legge elettorale, la riforma istituzionale, dateci il reddito minimo di cittadinanza, riducetevi gli stipendi, riducete il numero dei parlamentari, dateci la flessibilità dal volto umano, spingete per gli Stati Uniti d’Europa. Gestite l’ordinaria amministrazione e stupiteci con qualche provvedimento straordinario. Poi fateci rivotare e fateci scegliere, questa volta davvero, il governo che vorremmo. Siamo pronti anche a perdere ma metteteci in condizione di farlo.

Ingoieremo anche questo rospo. Sosterremo anche il male minore.

Condanneremo ogni sparo, anche lo sparo peggiore; lo sparo ai limiti del giustificabile perché figlio della disperazione. Lo condanneremo lo stesso perché siamo, prima di tutto, contro ogni forma di violenza.

Per favore, però, fate qualcosa. E fatelo presto.



Mag 3

Il bel titolo dell’iniziativa sull’agricoltura organizzata dal circolo Pd del Comune di Castagneto Carducci già preannunciava quella che sarebbe stata una bella discussione sule prospettive agricole del nostro territorio. La serata non ha deluso le aspettative e, a parte qualche intervento scontato e un po’ troppo banalotto, ha permesso di affrontare gli aspetti più spinosi di un settore importante che viene attanagliato dalla crisi forse maggiormente di altri. Nonostante questo, la nostra agricoltura (e non solo l’eccellenza del  nostro territorio come Sassicaia e Ornellaia che, altresì, crescono in termini di fatturato) “regge” e, pur con qualche difficoltà, rappresenta una delle poche voci in positivo del PIL della Provincia di Livorno. Penso che agricoltura e turismo siano i settori attraverso i quali il nostro territorio possa uscire indenne dalla crisi che sta attanagliando la nostra economia: affronterò questo tema in futuro e in modo nettamente più compiuto ma per ora posso affermare con certezza che da troppo tempo siamo andati a rimorchio di Livorno e Piombino, le grandi città industrializzate (attualmente in stallo). E’ arrivato il momento che il territorio della Val di Cecina e della Val di Cornia, omogenei per tipologie di investimento e prospettive, diventino il traino della Provincia di Livorno, della sua economia e della sua promozione. L’economia socialmente e ambientalmente sostenibile presente in questa zona può diventare il modello da seguire.

Clicca qui per vedere il volantino dell’iniziativa di stasera



Nov 9

Sic transit gloria mundi. Sembra impossibile essere arrivati alla fine di questi 17 anni di vita italica berlusconiana. Non riesco ancora a capacitarmene ma, paradossalmente, ora che se ne sta andando, agonizzando, nel modo peggiore in cui potesse andarsene, Silvio Berlusconi mi fa quasi pena, ai limiti della pietà. Le opposizioni hanno fatto un buon lavoro di tessitura e di coordinamento fra gli scontenti e i delusi del Pdl e do loro atto che sono riuscite a farlo cadere. Ora, però, pensiamo ai bisogni reali del Paese, ve ne prego.



Nov 5

A Roma, purtroppo solo con il cuore e non con il fisico. Un nonno in ospedale, un ospedale da conquistare con lo studio, altri esami da dare… Purtroppo non ero a Roma e nemmeno alla Leopolda di Renzi, né da Civati né  dalla Serracchiani. Ma sarei stato ovunque perché penso che tutto ciò che si muove nel Pd, muove. E ciò che muove fa bene, molto bene. Ciò che è fermo, stantìo, questo va a male e dopo un po’ “puzza”. E non è buonismo ma un invito alla discussione e alla sintesi. Ci scanniamo, ci confrontiamo e poi vedrai che la decisione sarà anche se non un po’ più giusta magari anche solo un po’ meno sbagliata.  Non si fischia Renzi e lui non deve insultare. Chiedo il rinnovamento come fa lui ma anche il rispetto verso chi c’è stato fino ad ora. Chiedo il ricambio della mia classe dirigente. Penso che Renzi, come Civati e la Serracchiani avranno un ruolo nel Pd dei prossimi anni. E chiedo che siano loro a prendere il posto dei più anziani. Ma non basteranno da soli. Ci sono migliaia di giovani compagni e compagne, ragazzi, amici, chiamateli come volete che non urlano e non scalciano ma tutte le mattine pensano, dicono e agiscono nei paesi, nelle associazioni di volontariato e nei circoli di base. Questo è il futuro del Pd perché tutti noi siamo nati e cresciuti con i “vecchi saggi” del Partito che ci hanno cresciuto con i loro valori e la loro etica. Io ringrazierò per sempre loro perché ora posso affrontare le nuove sfide del mondo che verrà con la testa di un ventenne del 2012 con l’etica e l’onestà di un partigiano del ’45.